Prestito a Cassaintegrati

Le precauzioni da seguire per ottenere un prestito anche se in cassaintegrazione. Le alternative al prestito per cassaintegrati.

Per l'anno in corso di stima che il totale di ore autorizzate in cassaintegrazione si attesti intorno al miliardo, corrispondenti a 470000 lavoratori a zero ore (più del 18% rispetto al periodo precedente). In questo constesto i prestiti per cassaintegrati sono quindi un tema che assume una crescente importanza.

Prima di trattare nello specifico il tema dei prestiti vediamo sinteticamente cosa sia la cassa integrazione (per una esposizione più completa vedere http://it.wikipedia.org/wiki/Cassa_integrazione_guadagni), soprattutto per l'impatto che può avere negli equilibri finanziari e quindi nei prestiti eventualmente necessari.

La Cassa Integrazione

La cassa integrazione si riferisce al pagamento di una parte del salario/stipendio da parte dell'INPS in caso di riduzione o sospensione temporanea del lavoro.

Può essere nelle forme:

  • Cassa Integrazione totale, o a zero ore, in caso di sospensione totale del lavoro,
  • Cassa Integrazione parziale, in caso di riduzione delle ore lavorate.

Si distinguono:

  • Cassa Integrazione Ordinaria (CIG), connessa ad eventi legati alla singola azienda determinata da situazioni temporanee di mercato. Può durare al massimo 52 settimane. Il reddito massimo prestabilito per legge è, a seconda dei casi, tra 900 euro e 1090 euro.
  • Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS), legata a interi settori produttivi. con impatti potenzialmente permanenti (es. fallimenti). La durata massima è di 36 mesi in un arco temporale massimo di 5 anni. Il reddito è pari a quello maturato con le ore effettivamente lavorate più l'80% di quelle non lavorate.
  • Cassa Integrazione in Deroga, è un aiuto dato ai lavoratori che non rientrano nelle due casse appena menzionate (es. apprendisti).

Cassa Integrazione e impatto sui prestiti

La riduzione del reddito conseguente all'entrata in cassa integrazione comporta squilibri finanziari nella vita di una famiglia; il ricorso al prestito può rivelarsi una necessità ineluttabile, anche se come vedremo in seguito questa non è la sola strada percorribile.

L'ingresso in cassa integrazione comporta un peggioramento del proprio profilo finanziario (credit score) agli occhi della banca. In particolare la riduzione dello stipendio impatta negativamente nella cessione del quinto dello stipendio (link), in quanto le garanzie tipiche di questo prestito si assottigliano.

Si può tentare pertanto di richiedere un prestito personale adducendo altre garanzie: esempio, un terzo coobbligato in qualità di fideiussore, oppure la proprietà di un immobile, oppure ancora la disponibilità di preziosi (es. oro e gioielli) da dare in pegno, la possibilità di offrire in garanzia l'anticipo del TFR.

Va segnalato che alcune banche possono intervenire a sostegno dei cassintegrati con piccoli prestiti di importo limitato (massimo 5000 euro), con durata di 1 anno senza spese (online abbiamo trovato la citazione di Unicredit, Banca Sella e Cariparma - vi invitiamo a veridicare direttamente presso le sedi degli istituti di credito).

Un consiglio può essere quello di provare a rivolgersi alla propria banca con la quale esiste un rapporto duraturo e consolidato e in cui si è conosciuti personalmente: lo storico dei versamenti in conto corrente può contribuire ad aumentare il proprio punteggio creditizio (credit score), e quindi a facilitare l'erogazione del prestito, anche per non perdere il cliente. Va consigliato di limitare al massimo l'importo richiesto per bilanciare correttamente il rapporto rischi/garanzie sostenibile dall'istituto di credito.

Alternative ai prestiti a cassaintegrati

Come sopravvivere al taglio di stipendio senza ricorrere al prestito? È richiesta una elasticità mentale non da poco, soprattutto se siete da sempre dipendenti dell'azienda sottoposta a procedura di cassaintegrazione. Va anche considerata attentamente la situazione familiare e i flussi di cassa che la quotidianità comporta. Di seguito alcuni suggerimenti.

  • Risparmiare: le spese vanno ridotte, vanno fatte delle rinuncie. È il primo ovvio step per assorbire il colpo.
  • Aderire ai gruppi di acquisto solidale (GAS), che col cumulo degli ordini provenienti da molti privati possono comperare direttamente presso i produttori scontando un prezzo inferiore.
  • Integrare con altri lavori temporanei (sia subordinati, sia autonomi) permessi dalla legge senza perdere la cassa integrazione. Si tratta di lavori part-time, di prestazioni occasionali.
  • Aprire una attività in proprio, sfruttando gli incentivi appositamente resi disponibili dallo stato (soprattutto se ci sono presagi sul futuro lavorativo in quell'azienda).

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